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“Evoluzione dell'uomo”– la figura umana nei disegni dei bambini.

“I disegni dei bambini di tutto il mondo hanno degli aspetti in comune. Non solo. Questi aspetti sono in comune  anche con i disegni degli uomini primitivi. è sorprendente vedere come, dall’era paleolitica in poi, in ogni angolo del mondo, l’essere umano si è espresso utilizzando gli stessi motivi. Con termini difficili si suol dire che l’”ontogenesi ripete la filogenesi”: ciò farebbe suppore l’esistenza di schemi innati di sviluppo del bambino e di evoluzione dell’umanità”. 1 Lucia Pelamatti.
l’omino schematico nel disegno infantile.
Intorno a 2 anni inizia la fase di scarabocchio. Verso i tre anni appare l’omino schematico: “che consiste di solito in un cerchio chiuso con ramificazioni e parti del corpo attaccate un po’ a casaccio”.2

disegno 3 anni
Disegno di Nastassja 3 anni.
A 3-4 anni il bambino comincia ad aggiungere i particolari alla figura: gli occhi, la bocca, i capelli, le dita. Il disegno si arricchisce di movimenti, azioni e scene.
Di solito il bambino disegna la figura vista “di fronte”. Se comincia ad usare il profilo per rappresentare la testa, il resto del corpo comunque rimane visto “di fronte”.
disegno 4 anni
Disegno di N., 4 anni.
Tra le parti del corpo spesso per ultimi appaiono gli orecchi.
disegno 5 anni
Disegno si N., 5 anni. Penna gel su carta nera.
Gli studiosi distinguono la fase del “schematismo” (3-8 anni) e la fase del “realismo visivo” (8-13 anni).
disegno 7 anni
Ritratto della sorella. Nastassja 7 anni.
I test della figura umana.
Ci sono i test per misurare l’intelligenza attraverso l’analisi dei disegni dei bambini. “Tra i più conosciuti richiamiamo quelli di Florence Goodenough (1926) sulla figura umana ripresi e rivisti da Dale B. Harris (1963)…
L’uso diagnostico del disegno per misurare lo sviluppo intellettivo dei bambini è da tempo oggetto di critica e di discussione. Ad esempio è stata sottolineata la grande variabilità dei disegni, anche in uno stesso soggetto, e la difficoltà a standardizzare i risultati”.3
Ci sono i test psicologico-interpretativi che vedono il disegno come strumento terapeutico attraverso il quale il bambino esprime ansie e paure. Per esempio il test di Karen Machover (1949). “Come per i test intellettivi anche quelli che vanno a indagare il mondo interno dei bambini sono oggetto di critiche. Molti autori, tra cui Thomas e Silk (1990), sottolineano che esiste uno scarso supporto empirico per molte delle interpretazioni scientifiche dei test di personalità basati  sui disegni infantili”.4
1Usa la testa. Lucia Pelamatti. San Paolo 2006, pag. 23.
2 Pastrocchi, macchie, scarabocchi. Marco Dallari, La Nuova Italia 1988 - il linguaggio grafico-pittorico da 0 a 3 anni, pag. 61.
3 Nido d’infanzia 2.  Disegno e narrazione. Anna Capelletti. Erickson 2009, pag. 43.
4 Nido d’infanzia 2.  Disegno e narrazione. Anna Capelletti. Erickson 2009, pag. 49.

Commenti

  1. Molto interessante, la storia sugli uomini primitivi la sapevo, il resto no... il piccolo ha 5 mesi e ieri davanti ai miei occhi esterefatti ha fatto un grosso cerchio (mmmm, ovale) e l'ha chiuso! Ah, le gioie di una mamma...

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    1. Come ti capisco. Mancano ancora due piccoli cerchi - gli occhi (arriveranno presto) e la facina è pronta!

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    2. Bè ora che ha ricevuto i pupazzetti di Nemo è più in fase pesci (dopo quella tartaruga)... ma credo che sarà una grande emozione vedere la sua prima figura umana!

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  2. Interessante il tuo post, mi sono segnata le varie tappe per vedere cosa combinerà il piccolo di casa che ha tre anni ma non ha ancora abbozzato a nessuna figura umana.
    Il particolare che più mi ha colpito è quello delle orecchie, chissà perchè sono le ultime a comparire.

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    1. Magari perchè sono un po' nascoste, e non così importanti dal punto di visto del bambino rispetto agli occhi, per esempio. (è la mia teoria)

      Riguardo il fatto che il tuo bimbo non ha abbozzato nessuna figura magari dipende dal suo temperamento e interessi e anche se si indica l'età di tre anni i variazioni possono essere grandi dal bambino al bambino.
      Nel libro di Dallari che ho citato si consigliano i giochi insieme al bambino davanti allo specchio, fare conversazioni osservando e contando le parti del corpo per "chiarire le idee" sui limiti fisici tra il corpo e il mondo esterno.

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    2. Guarda, mio fratello non faceva il busto, attaccava braccia e gambe alla testa, e non mancava mai di disegnare il "pipo"... come vedi ognuno ha le sue priorità ;)

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    3. Certo: c'è la tendenza unica per tutti e ci sono tante varietà...

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  3. Molto interessante questo post! Mio foglio, che ha 4 anni, ha cominciato a "vestire" le sue figure. fino a poco tempo fa disegnava solo il viso e gli arti.

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    1. La mia più piccola è ancora nella fase "il viso e gli arti".

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  4. il mio mezzano ha iniziato adesso a disegnare "seriamente" (nel senso di dedicare tempo e attenzione, di scegliere un foglio e il materiale con cui disegnarlo, e poi infine di archiviarlo per conservarlo). ha quasi 5 anni e fino a questa estate era raro vederlo con matita o pennarello in mano, a volte colorava i libri se "obbligato" da un'attesa al tavolo dal dottore o al ristorante...
    i suoi disegni sono passati in un giorno da cerchi a dettagliatissimi robot o macchinari strani.
    invece fin dai 2 anni è sempre stato attratto dalla pittura a mano o a pennello su grandi fogli, dove però tutto finiva in un'enorme macchia colorata!

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    1. Grazie Daniela per la tua esperienza. I pedagogisti danno tanta importanza alla pittura per i piccoli e il tuo figlio è stato fortunato ad avere la possibilità di "lavorare" con i colori in questa fase importante di crescita.

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